ET2024
Fondazione La Rocca a cura di Francesca Guerisoli
ET2020/24 e Informal Inlcusion – Tricalle nascono dall’incontro di Fondazione La Rocca con Eugenio Tibaldi e la sua opera.
Servendosi dell'incanto, Eugenio Tibaldi ricostruisce il mondo, il “nostro”, nella consapevolezza di appartenere a un tempo e a un luogo precisi. Con la sua sbalorditiva capacità immaginifica, dà vita a progetti sempre situati, che interrogano contesti o questioni specifici. Che si tratti di installazioni monumentali o di serie di disegni, emerge un'attenta definizione della forma, un intreccio compositivo basato su equilibri instabili ma perfettamente calibrati. Il melting pot di segni, materiali ed elementi apparentemente discordanti – testi, disegni, collage, fotografie, assemblaggi, suoni, luci – costituisce la sua variegata grammatica compositiva, che tiene insieme con grande armonia. Composti per stratificazioni e rimandi, i lavori visualizzano la sua idea di società e restituiscono uno sguardo spietato sul genere umano per sollecitare nel pubblico un ribaltamento necessario.
Se le periferie sono i luoghi privilegiati da cui Eugenio Tibaldi, fin dai primi lavori, ha indagato la società, sono i margini dell'animo umano a contraddistinguere la pratica che porta avanti dal 2020. Sceglie punti di vista marginali, da cui osserva ciò che ci riguarda, cogliendo aspetti latenti, attraverso i quali accompagna epifanie collettive dello sguardo. Ci porta a fermarci sulle cose con la meraviglia propria dei bambini. Se è vero che siamo sempre collocati, indissolubilmente, ad un qui e ora, ad un luogo e ad un tempo, è anche vero che grazie all'esperienza artistica ci spingiamo in un altrove, da cui immaginiamo mondi possibili.