T.S. Tensione Superficiale
Pubblica permanente per il comune di Ancona a cura di Alessandra Pioselli.
Tensione superficiale, il titolo che dà forma al progetto di Eugenio Tibaldi, fa riferimento alle forze di superficie dell’acqua, che generano una sottile membrana elastica tra la materia liquida e l’aria. La tensione sulla pelle del corpo acquatico produce un’energia di sospensione in grado di sostenere gli insetti chiamati pattinatori. I gerridi scivolano sull’acqua, sfruttando con zampe lunghe e fini questa elasticità di superficie.
Attraverso la ricerca condotta sul territorio anconetano, l’esplorazione delle sue zone storiche, marine, portuali, periferiche e l’incontro con diversi abitanti, l’artista ha avvertito l’emergere di una percezione di Ancona come città piegata a un destino di passaggio, in un certo senso di marginalità, nonostante la densità di punti d’interesse storico e culturale. L’installazione che Eugenio Tibaldi ha progettato è allora, come dice, alla maniera di “un piccolo pezzo di mondo staccato e sospeso, un'isola sulla terra pronta a partire, ferma a rimirare il porto, per l'ultima volta, o la prima”.
L’artista ha immaginato due forme ibride come se fossero generate dai resti del mare, della città e della vegetazione, composte di materiali organici (terra e piante) e scarti dell’attività umana (barche dismesse e parti dei ponteggi edili). Ridefinire la funzione di elementi dismessi è sempre stata parte integrante della poetica dell’artista, che invita a riflettere sulle loro varie possibilità di esistere.